Quanto spenderò “di avvocato”?
Per i tariffari: chiunque può consultarli online, secondo l’ultimo Decreto Ministeriale.
Tuttavia tali cifre sono orientative. Solo a seguito di un colloquio si potrà fare un preventivo, alla luce di quanto e come dovrà essere pensato, organizzato e svolto l’incarico.
L’avvocato d’ufficio é gratis, vero?
Nulla di più falso. L’avvocato d’ufficio é un avvocato specializzato in diritto penale, pertanto é un avvocato preparato nella materia penalistica che ha superato un’ulteriore abilitazione, ovvero quella dell’inserimento nelle liste dei difensori d’ufficio.
In quanto professionista, deve essere retribuito esattamente come un avvocato di fiducia.
Non posso permettermi un avvocato, come faccio?
In Italia esiste il Patrocinio a Spese dello Stato, ovvero un istituto che permette a chi non percepisca redditi imponibili ai fini Irpef risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi, superiori ad Euro 13.659,64 (si veda aggiornamento normativa anno per anno – ultima modifica del luglio 2025), di ricevere assistenza legale gratuita, ovvero pagata dallo Stato.
Sono abilitato ad esercitare in regime di Patrocinio a Spese dello Stato, previa accettazione dell’incarico.
Mi é stato notificato un atto, cosa devo fare?
Qualsiasi notifica riceviamo, qualsiasi atto giudiziario o sanzione amministrativa (multe) riceviamo, é bene affrontarla consapevolmente: il mio consiglio é rivolgersi immediatamente a un avvocato, per evitare brutte sorprese o, peggio, veri e propri danni irreparabili.
Posso ricevere una consulenza telefonica?
Sono un grande sostenitore di un approccio personale e, al limite, veicolato tramite una e-mail che però sia comunque succeduta da un incontro, sia esso personale o tramite video. Pertanto non fornisco consulenze telefoniche, fermo restando che il telefono è uno dei miei strumenti di lavoro principali, fondamentale per fissare appuntamenti o relazionare sugli sviluppi delle pratiche.
Avvocato, vinciamo vero?
Vorrei essere molto chiaro rispetto a questa comunissima ed apparentemente banalissima domanda: è impossibile rispondere.
In primo luogo per le variabili di una causa: giudici, testimoni, controparti, sfortuna, errori.
In secondo luogo perché non sempre “vincere” ha lo stesso significato.
Molto spesso una vittoria consiste nell’aver evitato condanne detentive pesanti o condanne economicamente insostenibili; altre volte significa semplicemente non avere affrontato un processo.
Affidatevi e fidatevi del professionista che incaricate.
Quanto tempo ci vorrà?
Si tratta della domanda da 100 punti, ma la risposta è ancora più preziosa.
Impossibile dirlo, salvo rarissime eccezioni.
Ciò che più mi preme è tentare, dove possibile, di accorciare tempistiche lunghissime e del tutto sfiancanti, ma in molti casi tale fattore non è nel potere dell’avvocato.
I tempi per la definizione delle controversie civili si attestano su medie di circa 4 anni, quelle penali di circa 3 anni, ovviamente per il solo primo grado di giudizio.
